Palazzina Fonti/Vagnarelli

Intervento di trasformazione e riqualificazione della palazzina

Premessa

L’intervento riguarda la riqualificazione architettonica di una palazzina residenziale esistente, con l’obiettivo di ridefinirne completamente l’immagine, migliorandone la qualità percettiva e l’inserimento nel contesto urbano.
Il progetto nasce dalla volontà di trasformare un edificio caratterizzato da un linguaggio edilizio ordinario e disomogeneo in un organismo architettonico coerente, contemporaneo e riconoscibile.

Stato di fatto e criticità

L’edificio originario si presentava come un volume compatto privo di un disegno unitario, con prospetti frammentati, aperture non coordinate e materiali eterogenei.
La composizione risultava priva di gerarchia e di una chiara relazione tra pieni e vuoti, generando una percezione complessiva “casuale”, tipica di edifici cresciuti nel tempo per sovrapposizioni e adattamenti funzionali.

L’immagine architettonica complessiva risultava quindi debole e poco rappresentativa, nonostante la posizione strategica dell’edificio e la sua visibilità lungo l’asse viario principale.

Concept progettuale

Il progetto interviene attraverso un’operazione di ricomposizione volumetrica e formale, basata su un principio di ordine e semplificazione.
L’edificio viene reinterpretato secondo un linguaggio contemporaneo fatto di linee nette, superfici continue e volumi chiari, dove ogni elemento costruttivo assume un ruolo compositivo preciso.

L’idea guida è quella di trasformare la palazzina in un “volume architettonico unitario”, capace di comunicare solidità, eleganza e modernità, senza rinunciare alla funzionalità e alla razionalità distributiva.

Interventi sui prospetti

La riqualificazione delle facciate rappresenta l’elemento centrale dell’intervento.
Il progetto introduce una nuova pelle architettonica uniforme, caratterizzata da intonaci neutri e da un’attenta pulizia delle superfici, eliminando discontinuità e disordine. Le aperture vengono ricondotte a una logica compositiva precisa, con una maggiore regolarità nelle proporzioni e nel rapporto tra pieni e vuoti. Il prospetto non è più la semplice somma delle bucature, ma diventa una vera e propria “facciata” intesa come elemento progettato.

Ridefinizione della copertura e coronamento

Un ruolo determinante è affidato alla parte sommitale dell’edificio, reinterpretata come elemento di chiusura e coronamento.
La copertura viene trasformata in un segno architettonico contemporaneo, attraverso volumi puliti e parapetti che definiscono una nuova quinta superiore, conferendo slancio e verticalità all’intero organismo edilizio. La sommità non è più un elemento tecnico marginale, ma diventa parte integrante del disegno complessivo, contribuendo alla nuova identità della palazzina.Spazi esterni e rapporto con il contesto. Anche la sistemazione esterna viene concepita come parte del progetto architettonico.
La nuova recinzione, dal disegno lineare e leggero, accompagna l’edificio senza appesantirlo, garantendo un rapporto più ordinato tra spazio privato e fronte urbano.L’intervento restituisce così un’immagine più chiara e contemporanea anche nel rapporto con la strada, migliorando la percezione dell’edificio nel suo insieme.

Risultato finale

L’opera si configura come una vera trasformazione architettonica: non un semplice intervento di manutenzione o rifacimento, ma una riqualificazione che ridefinisce completamente il carattere dell’edificio.La palazzina acquisisce un linguaggio sobrio e contemporaneo, dove la purezza dei volumi, la continuità delle superfici e la nuova organizzazione delle facciate generano un’immagine coerente e riconoscibile.
Il risultato finale è un edificio rinnovato, più elegante e proporzionato, capace di dialogare con il contesto urbano in modo più ordinato e qualificante.